Sireco

Donald Trump

News 06 | Novembre 2016

Assisto alla vittoria di Donald Trump negli USA

e la prima reazione è….curiosità!

Curiosità motivata oltre che dal personaggio in sé, dalla quasi totale non conoscenza del programma economico e finanziario che Trump porterà avanti durante il suo mandato.

Una cosa è certa, in campagna elettorale l’attenzione degli americani è stata catalizzata non tanto dai contenuti e dettagli scarsamente citati dai candidati Trump e Clinton quanto dalla propensione al nuovo di ciascuno dei due contendenti.

Dovendo ormai fare i conti con “Donald”, soffermandosi sui suoi frammenti di programma economico e finanziario che si trovano online, credo si debba guardare con molta attenzione alla “deregulation” proposta nel settore bancario.

Infatti, per ridisegnare il modello di business bancario statunitense, Trump intende riesumare, con i dovuti interventi di aggiornamento, il Glass Steagall Act adottato proprio durante la Grande Depressione degli anni ’30 e abolito, guarda caso, da Bill Clinton nel 1999.

Ma che cosa è il Glass Steagall Act?

E’ una legge contenuta nel New Deal promosso da Roosevelt che prevedeva la netta separazione (dal punto di vista giuridico ed operativo) tra le banche “retail” e quelle d’affari (corporate) evitando che i rischi assunti da un Istituto verso le grandi e medie imprese andassero a “mescolarsi” con quelli più contenuti e gestibili della clientela retail.

Guardando al nostro recente passato e a quello che ancora oggi sta succedendo in Italia, non si può negare che le “crisi bancarie” e i Non Performing Loans sono in larghissima parte riconducibili al deterioramento dei crediti verso la clientela corporate ma il conto pesa soprattutto sulle tasche della piccola clientela.

Il modello bancario fondato sull’integrazione dei servizi ha così mostrato la sua fragilità ed inefficienza, soprattutto a causa della carenza di competenze “fucused on” ed ora la Nazione più influente al Mondo ci sta proponendo spunti per un urgente cambiamento che se sapremo attuare rappresenterà un primo passo verso il “New Deal del XXI secolo”.