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Provvedimento Bankit

Sulla Raccolta del Risparmio dell’08.11.2016

Banca d’Italia con provvedimento dell’8 novembre 2016 disciplina l’attività di raccolta del risparmio da parte dei soggetti diversi dalle banche.

L’acquisizione di risorse finanziarie necessarie per lo sviluppo e consolidamento delle imprese, negli ultimi anni, è stata oggetto di radicali cambiamenti non tanto per quanto riguarda lo strumento utilizzabile che di fatto ad eccezione di nomi e caratteristiche di funzionamento sono da tempo normati dal Codice Civile (Minibond, prestiti obbligazionari convertibili, cambiali finanziarie, social lending crowdfunding, ecc.) quanto alla platea dei soggetti finanziatori (sottoscrittori).

L’attenzione verso queste alternative opportunità di finanziamento rispetto ai canali tradizionali (Istituti di credito) va posta soprattutto sull’opportunità che viene concessa a investitori non professionali (“il Pubblico”) di sostenere finanziariamente una impresa nell’ambito di un quadro normativo ben delineato agevolato da regole in materia di trasparenza.

Prendendo in esame il testo del provvedimento, focalizzando l’attenzione sulle regole dettate alle Società Cooperative in materia di raccolta del risparmio presso i propri soci, è evidente come, il Regolatore stia prendendo coscienza che, in un mercato in cui gli Istituti di Credito stanno facendo fatica a sopravvivere e non riescono ad intervenire efficacemente soprattutto sulle Cooperative (caratterizzate da scarsa capitalizzazione) sia in bonis che in crisi, servono forme alternative per reperire risorse finanziarie e nel caso specifico delle Cooperative anche rivolgendosi ai propri soci.

Negli ultimi anni si sono concluse positivamente operazioni di Worker Buy Out (WBO) dove ai soci lavoratori (anche grazie alla Legge Marcora del 1985) è stata data la possibilità di risollevare la Cooperativa in crisi mettendo a disposizione TFR, stipendi, ecc. e godendo del diritto di prelazione.

Da notare che mentre il WBO è motivato esclusivamente dall’esigenza di assicurare la continuità della Cooperativa in crisi e di conseguenza l’occupazione, la raccolta di risparmio presso i propri soci si può configurare anche come intervento per sostenere lo sviluppo (solitamente di un singolo affare) della Cooperativa con il vantaggio per il socio di conoscere “da dentro” le dinamiche gestionali, le strategie, la qualità del management e della governance.

Prima di illustrare sinteticamente le caratteristiche della raccolta di risparmio, occorre precisare che queste, sono applicabili dal 01 Gennaio 2017 solo alle Cooperative con più di 50 soci, nel caso di numero inferiore sarà necessario verificare la sola previsione statutaria per la raccolta di risparmio presso i soci e l’adozione di un apposito regolamento.

RACCOLTA DI RISPARMIO PRESSO SOCI DI COOPERATIVE

(N. SOCI ≥ 50)

Forma Limiti Quantitativi Garanzie Adempimenti
Prestito soci ≤ 3 volte il Patrimonio Netto (comprese riserve disponibili anche se indivisibili tra i soci) NO
  • inserimento previsione statutaria;
  • adozione Regolamento di raccolta presso soci;
  • informativa in Nota Integrativa (caratteristiche del prestito, garanzie, indicatore di struttura finanziaria).
≤ 5 volte il Patrimonio Netto SI (su almeno il 30% del valore del prestito)

  • Personali;
  • prestate da Confidi, Soc. di garanzia art. 106 TUB;
  • adesione a Schema di Garanzia(*)

(*) Lo Schema di Garanzia può essere promosso dalle Centrali Cooperative o attraverso la costituzione di Consorzi di Cooperative.

In conclusione, Banca d’Italia con il provvedimento in questione ha, da un lato dato seguito alla consultazione pubblica avviata nel 2015 per regolamentare la raccolta svolta dalle Cooperative, soprattutto da quelle che operano nel settore della Grande Distribuzione Organizzata le quali sono state al centro di aspre polemiche dopo aver “azzerato” i risparmi di molti ingenui prestatori, dall’altro sta normando un settore, quello finanziario, introducendo forme alternative rispetto a quelle tradizionali di sostegno alle imprese in un periodo in cui le Banche e Società di Garanzia devono prioritariamente pensare a come sostenere se stesse.

Scaricate e leggete la disposizione di Banca d’Italia sulla raccolta del risparmio dell’ 8 Novembre 2016

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