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News 02 | Febbraio 2016

Sentenza Cassazione n.890/2016
Il nuovo falso in bilancio

Con la L.27 maggio 2015, n. 69 in vigore dal 14 giugno 2015, è stata nuovamente riformata la disciplina relativa al delitto di falso in bilancio (artt.2621 e segg. C.c.).

In particolare gli artt. 2621-2622 si riferiscono a comunicazioni false da parte dei soggetti apicali della società, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci e in altra documentazione prevista dalla legge, che consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale, o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo da indurre altri in errore.

In riferimento ai fatti materiali rilevanti, la sentenza n.890/2016 ha chiarito l’ambito di riferimento con una interpretazione estensiva, contrariamente a quanto affermato dalla stessa Corte con sentenza del 16/6/2015 (dep.30/7/15), n. 33774, di ciò che il legislatore considera all’interno di questa dicitura.

In particolare per fatto si fa riferimento non tanto ad un accadimento ma alla posta di bilancio, che sia materialmente rilevante cioè tale che la sua indicazione o meno, possa condizionare giudizi di terzi circa l’andamento patrimoniale, economico e finanziario della società. E’ in questo quadro che si inseriscono anche le valutazioni.

Pertanto il revisore o società di revisione dovrà verificare, in particolare nelle voci di bilancio maggiormente critiche come immobilizzazioni, rimanenze e crediti, se nelle valutazioni fatte al fine della redazione del bilancio d’esercizio, siano stati rispettati i criteri predeterminati dalla legge o accettati dalla prassi professionale, in quanto il rispetto degli stessi è garanzia di uniformità, coerenza, certezza e trasparenza, quali gli Oic e gli Ias.

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